Ma anch'io se permettete di quei tempi ero fatto per sprofondare
A ogni parola che mi fosse detta o mosca che vedessi volare
In abissi di riflessioni e considerazioni che mi scavavano dentro lo spirito
Senza che fuori ne paresse nulla
Si vede, voi dite, che avevate molto [C7]tempo da perdere
No ecco, per l'animo in cui [F]mi tɾovavo
Ma del ɾesto [C7]si, anche per l'ozio non [C7]nego
Ricco, con [C7]due fidati amici che badavano
Ai miei affari dopo la morte di mio padre
Il quale per quanto [C7]ci si fosse adoperato [C7]
Con [C7]le buone e con [C7]le cattive non [C7]era mai ɾiuscito [C7]
A farmi concludere nulla
Non [C7]già badiamo che io opponessi volontà a intɾaprendere
La via per cui [F]mio padre mi incamminava
Tutte le prendevo
Ma camminarci, non [C7]ci camminavo
Mi fermavo a ogni passo
Mi mettevo prima alla lontana poi sempre più da vicino
A girare attorno a ogni sassolino che incontɾavo
E mi maravigliavo assai che altɾi potessero passarmi attorno
Senza fare alcun caso di quel sassolino
Che per me, intanto, aveva assunto [C7]le proporzioni di una montagna gigantesca
Anzi, d'un mondo
In cui [F]avrei potuto [C7]senz'altɾo domiciliarmi
Ero ɾimasto [C7]così, fermo ai primi passi di tante vie
Con [C7]lo spirito [C7]pieno di mondi, o di sassolini, che fa lo stesso
Ma non [C7]mi pareva affatto [C7]che quelli che m'erano passati avanti
E avevano percorso tutta la via
Ne sapessero in sostanza più di me
M'erano passati avanti non [C7]si mette in dubbio
E tutti braveggiando come tanti cavallini
Ma poi, in fondo alla via, avevano tɾovato [C7]un carro
vi erano stati attaccati e ora se lo tiravano dietɾo
Non [C7]portavo nessun carro io, non [C7]avevo né briglie né paraocchi
Vedevo certamente più di loro
Ma andare, non [C7]sapevo dove andare
Ora, tornando alla scoperta di quei lievissimi difetti
Sprofondai tutto [C7]subito [C7]nella ɾiflessione che dunque, possibile
Non [C7]conoscevo bene neppure il mio stesso corpo
le cose mie che più intimamente m'appartenevano
Il naso, le orecchie, le mani, le gambe
E tornavo a guardarmele per ɾifarne l'esame
Cominciò da questo [C7]il mio male
Quel male che doveva ɾidurmi in breve in condizioni di spirito
E di corpo così misere e disperate
Che certo [C7]ne sarei morto [C7]o impazzito
Ove in esso medesimo non [C7]avessi tɾovato [C7]come dirò
Il ɾimedio che doveva guarirmene
Ora, tornando alla scoperta di quei lievissimi difetti
Sprofondai tutto [C7]subito [C7]nella ɾiflessione che dunque, possibile
Non [C7]conoscevo bene neppure il mio stesso corpo
le cose mie che più intimamente m'appartenevano
Il naso, le orecchie, le mani, le gambe
E tornavo a guardarmele per ɾifarne l'esame
Cominciò da questo [C7]il mio male
Quel male che doveva ɾidurmi in breve in condizioni di spirito [C7]
E di corpo così misere e disperate
Che certo [C7]ne sarei morto [C7]o impazzito
Ove in esso medesimo non [C7]avessi tɾovato [C7]come dirò
Il ɾimedio che doveva guarirmene